Benxi
This project is co-funded by the LIFE programme of the European Union
Partners

Partner

La lista di tutti i Partner del progetto Life SAMFIX

Circeo Parco Nazionale

Beneficiario coordinatore

Situato lungo la costa tirrenica del Lazio meridionale, a circa 100 km a sud di Roma, tra Anzio e Terracina, il Parco Nazionale del Circeo copre circa 8.500 ettari, tutti in provincia di Latina e in particolare nei comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Ponza (isola di Zannone). All'interno del territorio del Parco Nazionale del Circeo convivono ambienti molto diversi e mutualmente necessari: le dune, le zone umide, la foresta, il promontorio e l'isola di Zannone. Il monitoraggio e la ricerca sono le attività sulle quali fondano le attività di gestione degli habitat nel Parco Nazionale. Il mantenimento della foresta, la gestione delle zone umide (in particolare la gestione dei sistemi idrici e idraulici, come ad esempio pompe e paratie), il ripristino degli habitat sono alcune tra le importanti attività gestionali condotte nell'area. Tra le attività di restauro degli habitat possiamo annoverare la gestione degli ecosistemi dunali attraverso progetti di ingegneria naturalistica. Inoltre, il Parco è stato coinvolto nell'importante progetto LIFE di recupero degli habitat conosciuto come LIFE “Rewetland”. La foresta, dichiarata Riserva della Biosfera nel 1977 ma protetta dal 1934, rappresenta la parte residuale di una foresta molto più grande, tagliata durante gli interventi di bonifica degli anni '30. Oggi, la foresta planiziale rappresenta ancora – non solo un prezioso esempio di foresta originaria e “memoria storica” di attività e modi di vivere perdutisi nel tempo, ma anche un vero e proprio “serbatoio” di biodiversità. Nella foresta demaniale viene prestata particolare attenzione alla gestione delle popolazioni di ungulati. Sul Promontorio del CIrceo sono presenti diversi importanti ambienti naturali, in particolare le falesie, che sono siti di nidificazione per il falco Pellegrino, e la macchia mediterranea in cui cresce la palma nana, unica specie di palma  autoctona vivente in Italia. Recentemente, il Piano del Parco, che probabilmente rappresenta il più importante strumento di gestione mai sviluppato per il Parco Nazionale del Circeo, è stato adottato dal Consiglio della Regione Lazio.  Il Parco Nazionale del Circeo organizza anche conferenze e workshop nazionale e internazionali, così comenonché attività di istruzione e formazione. Il museo del centro visitatori ospita ogni anno 15.000 visitatori.

All'interno del Progetto SAMFIX, il Parco Nazionale del Circeo è responsabile della gestione e del coordinamento di tutto il progetto.  Nell’area del Parco e nel suo intorno implementerà e gestirà i protocolli di prevenzione, allarme, eradicazione e contenimento. Inoltre, fornirà le informazioni cartografiche e tutte le altre informazioni locali necessarie per lo sviluppo della piattaforma X; coinvolgerà gli stakeholder nel Lazio; coordinerà le attività per le analisi dell'impatto socio-economico; coordinerà e attuerà le attività di comunicazione, diffusione e di networking; coordinerà la promozione delle attività di Citizen science nelle aree di progetto e nei siti di replica e la implementerà all’interno e intorno al parco nazionale del Circeo attraverso il supporto delle autorità locali di San Felice Circeo e Sabaudia.

Ville d'Antibes Juan-les-Pins

Beneficiario associato

Antibes Juan-les-Pins si trova tra Nizza e Cannes ed è la seconda città delle Alpi Marittime (80.000 abitanti – più di 200.000 in estate). Nel corso degli anni, Antibes Juan-les-Pins ha investito nella protezione e nella conservazione dell'ambiente naturale, concentrandosi anche sulla trasmissione di valori ecologici alle giovani generazioni. Il 25 maggio 1999, la città ha firmato con lo Stato la prima Carta ambientale delle Alpi Marittime, impegnandosi in un vasto programma di conservazione e difesa dell'ambiente. Sin dai tempi antichi, Antibes Juan-les-Pins ha cooperato strettamente con altri comuni di tutto il mondo, ad es. Danimarca, Grecia, Italia, Stati Uniti, Germania, Irlanda. Il 20 ottobre 2010, la città di Antibes Juan-les-Pins è stata designata come principale operatore del sito Natura 2000 “Baie e Cap d'Antibes – Iles de Lérins” ed è diventata responsabile della stesura del suo piano di gestione, redatto in consultazione con tutti gli stakeholder e gli utenti del territorio. Il territorio di Antibes Juan-les-Pins ha molti spazi naturali, come parchi, spazi verdi e giardini. La città gestisce circa 120 ettari di rimboschimenti. Tra questi, Bois de la Garoupe è un'area di 10,2 ettari situato ai margini del litorale. Questo sito, che appartiene al Conservatoire du littoral dal 27 giugno 1980 ed è gestito dai servizi municipali, si trova vicino al giardino botanico Villa Thuret, dove è stato rilevato Xylosandrus compactus. Poiché il bosco ospita diverse specie che sono vulnerabili agli insetti, come il Quercus sp., il comune è molto interessato a una strategia di prevenzione e allerta precoce. Ad oggi, vengono organizzate anche campagne di cattura per Rhyncophorus rugineus.

Nell'ambito del progetto, la Municipalità di Antibes collaborerà con l'INRA nel coinvolgimento degli stakeholder in e intorno ad Antibes; ffornirà le informazioni cartografiche e tutte le altre informazioni locali necessarie per lo sviluppo della piattaforma X; collaborerà con l'INRA nell'attuazione e nella gestione della prevenzione, dell'allerta precoce, dell'eradicazione nel Bois de la Garoupe e nei dintorni; somministrerà i questionari per le analisi dell'impatto socio-economico; realizzerà le attività di comunicazione, disseminazione e networking in e intorno ad Antibes; promuoverà, con il sostegno dell'INRA – Ville de la Thuretle, le attività di citizen science ad Antibes.

Institut National de la Recherche Agronomique

Beneficiario associato

L'INRA (l'Istituto nazionale francese per la ricerca agronomica) è un'organizzazione di ricerca pubblica che si occupa di questioni relative all'agricoltura, alla silvicoltura, alla nutrizione e alla sicurezza alimentare, all'ambiente e alla gestione del territorio e allo sviluppo sostenibile. L'INRA è al secondo posto nel mondo e primo in Europa per le pubblicazioni in agricoltura e silvicoltura. Le missioni dell'INRA sono: (i) servire l'interesse pubblico mantenendo un equilibrio tra l'eccellenza della ricerca e le esigenze della società; (ii) produrre e diffondere la conoscenza scientifica e l'innovazione, in particolare nei campi dell'agricoltura, della silvicoltura, dell'alimentazione e dell'ambiente; (iii) contribuire alla competenza, alla formazione, alla promozione della cultura scientifica e tecnica e al dibattito scientifico nella società. Quattro unità interverranno nel progetto SAMFIX:

L'unità URZF (Orléans) studia i fattori alla base del successo delle invasioni di insetti, specialmente negli ecosistemi forestali, e l'impatto del riscaldamento globale sulle popolazioni di invertebrati terrestri. URZF è stato coinvolto nella maggior parte dei progetti FP6/FP7 relativi alle invasioni e ai cambiamenti climatici e alle relative azioni COST.

All'interno di SAMFIX, INRA-URZF coordinerà e parteciperà allo sviluppo del protocollo di trappolaggio; fornirà supporto scientifico e immagini alla piattaforma X; coinvolgerà gli stakeholder nelle aree di progetto francesi e svilupperà programmi di formazione per gli stakeholder; attuerà e gestirà i protocolli di prevenzione, allarme rapido, eradicazione e contenimento di Antibes, Ile Ste Marguerite e Nice Côte d'Azur, con il supporto degli organi di gestione competenti di ciascuna delle aree interessate e dell'INRA-URFM; supporterà lo sviluppo e l'implementazione del protocollo push & pull nel Parco Nazionale del Circeo; potenzierà, in collaborazione con INRA-BIOGECO, l’estensione del sistema di prevenzione e allarme rapido al parco nazionale di Port Cros; analizzerà le specie ospiti più idonee che si trovano in Europa; collaborarerà alla redazione di linee guida per supportare la Pest and Pathway Risk Analysis. Svolgerà anche attività di comunicazione, diffusione e networking.

L'unità BIOGECO (Bordeaux) si concentra sulla biodiversità negli ecosistemi forestali a diversi livelli gerarchici, dai geni alle comunità. Il team di Ecologia delle Malattie Forestali studia le dinamiche dei patosistemi forestali in corso di evoluzione naturale e in risposta alla gestione e ai disturbi antropogenici.

All'interno di SAMFIX INRA-BIOGECO parteciperà alla preparazione di protocolli per il rilevamento, l'identificazione e la determinazione della valutazione della patogenicità di funghi alieni associati a Xylosandrus compactus e X. crassiusculus; parteciperà, insieme a INRA-URZF, all’ampliamento del sistema di prevenzione e allarme rapido al Parco Nazionale di Port Cros; valuterà i funghi patogeni associati nei siti naturali e in quelli non naturali e collaborerà alla redazione di linee guida per supportare la Pest and Pathway Risk Analysis. Contribuirà inoltre alla comunicazione, alla diffusione e al networking.

L'unità URFM (Avignone) studia i processi dinamici e funzionali coinvolti nelle risposte della foresta mediterranea alle perturbazioni del cambiamento globale, tra cui l'ecologia e le dinamiche di popolazione di insetti forestali nativi e invasivi.

All'interno SAMFIX, INRA-URFM parteciperà allo sviluppo del protocollo di trapping; svilupperà programmi di formazione per gli stakeholder; attuerà e gestirà i protocolli di prevenzione, allarme rapido, eradicazione e contenimento di Antibes, Ile Ste Marguerite e Nice Côte d'Azur, con il supporto degli organismi di gestione competenti di ciascuna delle aree interessate e dell'INRA-URZF; studierà percorsi di introduzione e modelli di espansione secondaria; valuterà la repellenza e l'effetto attrattivo delle esche e collaborerà alla stesura di linee guida per supportare la Pest and Pathway Risk Analysis. Svolgerà anche attività di comunicazione, diffusione e networking.

L'unità sperimentale UEVT (Antibes) gestisce un giardino botanico, Villa Thuret, appartenente allo stato francese dal 1878. Questo laboratorio vivente ospita una flora eccezionalmente ricca, che funziona come un vero e proprio serbatoio di biodiversità vegetale e offre molte opportunità per esperimenti sugli alberi e l’entomofauna associata.

All'interno SAMFIX, INRA-UEVT – supportata dalle municipalità di Antibes e Nizza, dall’Ufficio nazionale forestale francese (ONF) e dal Dipartimento nazionale delle foreste (DSF) – contatterà gli stakeholder nelle aree di progetto francesi e offrirà loro corsi di formazione. Collaborerà alla valutazione dell'impatto socioeconomico effettuando questionari nelle aree francesi; gestirà e implementare le attività di comunicazione, diffusione e networking dell'INRA; implementerà le attività di Citizen Science a Ile Ste Marguerite e nella zona di Nizza e coadiuverà l'implementazione a Antibes e Port Cros.

Regione Lazio

Beneficiario associato

La Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette è una Direzione della Regione Lazio, già ARP- Agenzia Regionale Parchi del Lazio, responsabile del coordinamento di rete, supporto gestionale, sensibilizzazione pubblica, informazione, educazione ambientale, formazione e ricerca per i parchi della Regione Lazio, aree protette e siti Natura 2000. Dal 2001 ad oggi ha gestito molti progetti di networking, volti a sviluppare nei cittadini della Regione Lazio la consapevolezza del valore della biodiversità e dei parchi. In questo contesto, la Direzione ha organizzato più di 50 corsi di formazione per il personale delle aree protette in diversi ambiti come il monitoraggio della biodiversità e la conservazione, la gestione, l’educazione, ecc. La Direzione ha una vasta esperienza in educazione, informazione, consapevolezza pubblica e processi partecipativi nella pianificazione e gestione dei parchi. Ha organizzato molte attività diverse come il progetto educativo “Gens", che ha coinvolto nel periodo 2001-2008 oltre 30.000 giovani cittadini in tutta la regione in attività di “junior ranger” formalmente parte dei programmi educativi scolastici e ha coinvolto non meno di 500 insegnanti in corsi di formazione ARP realizzati insieme ai ranger del parco per sviluppare programmi educativi comuni. Per quanto riguarda le specie esotiche invasive, nel 2007, l'Agenzia per i Parchi Regionali del Lazio (ARP) ha lanciato un progetto regionale (PASAL: “Progetto per un Atlante delle specie aliene del Lazio") volto a prevenire o mitigare gli impatti delle specie aliene sulla biodiversità di Lazio. Durante il progetto lo staff ARP ha maturato esperienza e sviluppato competenze specifiche nel campo delle specie aliene invasive. Dal 2010, ARP ha avviato una collaborazione con il Bern Convention – Council of Europe e IUCN SSC Invasive Species Specialist Group finalizzato alla produzione di due importanti strumenti per affrontare le invasioni biologiche: il “Codice di condotta sulle specie aliene invasive e la caccia” e le “Linee guida europee sulle aree protette e le specie aliene invasive”, recentemente adottato dalla Convenzione di Berna.

All'interno di SAMFIX, la Regione Lazio coinvolgerà gli stakeholder nel Lazio; sosterrà la formazione e il coinvolgimento di funzionari fitosanitari; estenderà il sistema di prevenzione e preallarme a 5 altri parchi della Regione, vale a dire i parchi naturali Riviera di Ulisse, Monti Aurunci; Monti Ausoni; Castelli Romani e la Riserva Naturale di Tor Caldara; promuoverà le attività di Citizen Science in questi parchi e svolgerà attività di comunicazione e divulgazione a livello regionale e a livello (inter)nazionale nei confronti delle autorità competenti dei parchi naturali.

TERRASYSTEM s.r.l.

Beneficiario associato

TERRASYSTEM s.r.l. (TS) è una società spin-off dell'Università della Tuscia, fondata nel 2004. TS realizza progetti / servizi integrati di mappatura, monitoraggio e modellazione predittiva attraverso l'integrazione di tecniche agrometeorologiche, di telerilevamento e GIS e di sistemi di informazione geografica orientata al web per conto di organizzazioni, aziende agricole e agroindustrie. Le principali aree di business di TS sono: 1. Progettazione, sviluppo e integrazione di sensori e reti per il monitoraggio agro-ambientale, con particolare attenzione alle tecnologie IoT; 2. Acquisizione, elaborazione e analisi di dati di telerilevamento da aeromobili / UAV / satellite; 3. Progettazione e sviluppo di GIS, WebGIS e database geografici, comprese le applicazioni cloud; 4.Servizi integrati per il monitoraggio agricolo e ambientale e per l'agricoltura di precisione (tipo DSS), basati sul telerilevamento, sensori agrometeorologici, modellizzazione e tecnologia di geoinformazione. Ben radicata nel campo della ricerca nazionale e internazionale, TS collabora con università e istituti di ricerca in progetti nazionali e internazionali nello sviluppo di sensori per il monitoraggio ambientale e le tecniche di elaborazione dati. TS ha lavorato per: CNR IBIMET, ENEA, Università di Viterbo, Firenze, Foggia, Palermo, Teramo e Salerno, Università di Southampton (Regno Unito), Alterra (NL), Università di Strasburgo (FR), Agriconsulting SpA, Litorale SpA, BIC Lazio SpA, SOGESID SpA, Iniziative Industriali Italiane SpA, Stelliferi & Itavex SpA, all'interno di Assofrutti Srl, Unisky Srl, Antinori Agricola, Mezzacorona, Ruffino, Avignonesi, Frescobaldi, ANICAV, ecc. Infine, TS partecipa con una quota del 10% in UNISKY, uno spin-off di IUAV, Università di Venezia (Italia). TS ha 6 dipendenti con un alto livello di istruzione tecnica e scientifica in agricoltura e ingegneria, e fa affidamento su una rete di collaboratori altamente specializzati nei settori della geomatica, dell'apprendimento automatico e della tecnologia dell'informazione.

All'interno di SAMFIX Terrasystem svilupperà le trappole sperimentali i-X-Traps; svilupperà e gestirà la piattaforma X e le relative app; fornirà dati di telerilevamento; coordinerà il monitoraggio e la misurazione degli indicatori di performance; coordinerà le attività di citizen science e svilupperà la gamification; si impegnerà in attività di diffusione e networking.

Universidad de Alicante

Beneficiario associato

L'Università di Alicante (UA), è stata fondata nel 1979. Oggi educa più di 20.000 studenti – oltre 3.000 internazionali – e offre 43 corsi universitari e 80 programmi post-laurea: di conseguenza, è una delle università in più rapida crescita in Spagna. UA impiega oltre 3.500 ricercatori, 227 gruppi di ricerca e il personale gestionale (44% donne), che prevede un budget annuale di 200 milioni di euro. Comprende 6 facoltà, 1 scuola politecnica, 1 scuola di dottorato e 15 istituti di ricerca. Attualmente UA sta investendo quasi 34 milioni di euro per potenziare la ricerca di frontiera e i processi di trasferimento tecnologico principalmente tramite spin-off, licenze e promozione internazionale. Nel 2015 l'Università ha generato entrate per circa 14,8 milioni di euro da progetti di ricerca finanziati a livello nazionale, regionale, europeo e privato. UA fornisce supporto ai propri ricercatori tramite il suo International Project Management Office (OGPI), che ha gestito il progetto IPR-Helpdesk per 9 anni (fino al 2010) e il Nodo regionale della rete Enterprise Europe per 13 anni. UA ha agito con successo come coordinatore di numerosi progetti Tempus, Alfa, Edulink, Lifelong Learning, DG Justice, LIFE e Framework Program (FP). Di recente, UA ha partecipato a diversi progetti FP (25 FP5, 24 FP6 e 48 progetti FP7 – 13 dei quali coordinati da UA) e 23 progetti a H2020 (2 coordinati da UA). Il team scientifico concentra le proprie ricerche sullo studio della gestione dei Parchi Naturali, applicato alla conservazione e al restauro degli ecosistemi, incluso il controllo delle specie invasive, il degrado e la desertificazione del suolo, le risposte degli ecosistemi agli incendi boschivi e il recupero dei suoli aridi. Di recente, UA si è concentrata sulla ricerca applicata nella gestione degli insetti forestali, nonché nello studio delle relazioni tra insetti e alberi e insetti forestali invasivi. UA ha una vasta esperienza nello studio della diversità, della biologia e dell'ecologia funzionale dei coleotteri xilofagi negli ecosistemi mediterranei.

Nell'ambito del progetto SAMFIX, l’università di Alicante collaborerà allo sviluppo del protocollo di trappolaggio; fornirà supporto scientifico e immagini per la piattaforma X e fornirà, con il supporto del Dipartimento di salute forestale (FHD) della Generalitat Valenciana, cartografie e altre informazioni sul sito. Coinvolgerà, con il supporto di FHD, gli stakeholder a Valencia e offrirà corsi di formazione; attuerà e gestira i protocolli di prevenzione, allarme rapido, eradicazione e contenimento a El Tello e dintorni. Il FHD supporta UA nella supervisione, consulenza e rafforzamento del monitoraggio e della sorveglianza e nella ricarica delle trappole; mentre il Dipartimento per l'agricoltura, l'ambiente, i cambiamenti climatici e sviluppo rurale implementerà le necessarie misure di eradicazione o di emergenza e i suoi ispettori fitosanitari, nel quadro del loro mandato, ispezioneranno vivai e frutteti e applicheranno misure di quarantena ove necessario. UA, con il sostegno del FHD, rafforzerà anche l'estensione dei protocolli di prevenzione e preallarme alla Sierras de Martés y el Ave e Muela de Cortes y el Caroche. Collaborerà all'analisi delle specie ospiti più idonee che si trovano in Europa e alla valutazione dell'effetto repellente e attrattivo delle esche artificiali; fornirà campioni all'INRA per lo studio dei percorsi di introduzione e dei modelli di espansione secondaria; collaborerà alla stesura di linee guida per supportare la Pest and Pathway Risk Analysis. Per l'analisi dell'impatto socio-economico, UA somministrerà i questionari nelle aree spagnole, svolgerà attività di comunicazione, diffusione e networking e promuoverà le attività di citizen science nelle aree spagnole. Infine, è responsabile del coordinamento delle attività riguardanti i servizi ecosistemici, lo sviluppo degli inventari e della cartografia tematica dei servizi e delle funzioni degli ecosistemi; definirà la comunità di xilofagi e impollinatori; effettuerà la valutazione delle perdite di servizi ecosisatemici e della percezione sociale dei cambiamenti nelle aree naturali ed eseguirà un recupero sperimentale di alcuni campioni colpiti.

Università degli studi della Tuscia

Beneficiario associato

Il Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agro-alimentari e forestali dell'Università della Tuscia (UNITUS-DIBAF) riunisce più di 60 membri dello staff scientifico che coprono la maggior parte degli aspetti delle scienze ambientali. Gli obiettivi specifici del DIBAF comprendono l'innovazione e il trasferimento scientifico e tecnologico nei campi dell'agricoltura e della silvicoltura, dei processi ambientali, della gestione sostenibile delle risorse ambientali. DIBAF è un'istituzione leader in Italia per la ricerca avanzata nelle scienze ambientali con una solida partecipazione a reti internazionali di ricerca e consulenza, comprese attività di cooperazione (UE, ICCP, IUFRO, COST, FAO, WWF, WorldBank). DIBAF ha una collaborazione stabile con le autorità nazionali, regionali e locali per l'implementazione di nuove tecnologie e prodotti insieme a SME, associazioni di produttori e ONG. DIBAF-UNITUS ha una vasta esperienza nel campo dell'istruzione superiore e della ricerca in silvicoltura e agricoltura, compresa la protezione delle piante ed è considerato tra le eccellenze per la ricerca in silvicoltura e agricoltura in Italia. Il laboratorio di protezione delle piante è particolarmente esperto nella diagnostica dei parassiti, nell'epidemiologia, nella filogenesi di popolazione e nel controllo integrato e biologico degli organismi nocivi ai vegetali con un particolare interesse verso i parassiti forestali. Il Laboratorio è stato coinvolto dal Parco Nazionale del Circeo nelle attività di indagine condotte nel 2016 per valutare sintomi e danni riscontrati su diverse specie vegetali nell'area di Quarto Freddo e nelle analisi dei campioni che hanno portato all’identificazione di Xylosandrus compactus. Il Laboratorio di Ecofisiologia forestale ha sviluppato grande esperienza nei campi dell'ecofisiologia degli alberi e delle foreste, degli scambi tra foreste e atmosfera, delle interazioni tra suolo e piante, degli impatti dei cambiamenti climatici e della gestione forestale sulla produttività e sui processi ecologici degli ecosistemi forestali e delle foreste. Negli ultimi 25 anni, il laboratorio ha partecipato attivamente ai programmi di RTD europei e a quelli internazionali (FAO e altre agenzie delle Nazioni Unite).

L'innovazione attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e metodologie per un'agricoltura e una silvicoltura sostenibili è la strategia alla base di tutte le attività di ricerca presso il DIBAF, dove operano studenti universitari, laureati in silvicoltura e agricoltura e dottorandi di ricerca.

Il dipartimento di agricoltura e scienze forestali UNITUS-DAFNE copre le aree di ricerca delle scienze agrarie e ambientali, delle biotecnologie agricole, silvicoltura e scienze naturali e conservazione e restauro forestale. Il personale accademico del Dipartimento DAFNE (circa 50 persone) insegna e fa ricerca su una vasta gamma di temi e argomenti, che coprono l'agricoltura, le scienze forestali, le scienze naturali e le biotecnologie agro-alimentari. I ricercatori e i professori del Dipartimento sono supportati da personale tecnico e amministrativo (circa 30 persone) e possono contare su laboratori all'avanguardia e su una moderna fattoria didattico-sperimentale e dimostrativa. Nel 2017, la grande qualità della ricerca effettuata dal DAFNE ha permesso che il dipartimento venisse inserito in una lista di 120 dipartimenti di eccellenza italiani. Questo risultato ha consentito al DAFNE di ottenere un finanziamento governativo extra per i prossimi 5 anni che sarà investito nella realizzazione di un progetto di ricerca e insegnamento intitolato “Sostenibilità dei sistemi agricoli e forestali mediterranei nel contesto del cambiamento globale” (SAFE-Med). Il team di entomologia del DAFNE, negli ultimi vent'anni, ha condotto studi sull’entomofauna forestale e sui parassiti della castagna. La ricerca svolta ha permesso l'identificazione di diversi insetti invasivi (come definiti dall'EPPO), la corretta conoscenza della biologia dei principali insetti forestali parassiti delle castagne e dei loro insetti predatori e parassitoidi. Gli studi hanno anche permesso la formulazione di strategie di gestione per minimizzare l'impatto ambientale di fattori biotici che tendono a causare squilibrio negli ecosistemi forestali. Il team di geobotanica del DAFNE si occupa di tassonomia, biodiversità e modelli spaziali e temporali delle piante vascolari; affronta anche l'evoluzione dei paesaggi semi-naturali nel tempo. Lo staff di geobotanici gestisce l'Erbario della Tuscia, dedicato in particolare allo studio della tassonomia vegetale e della diversità della Provincia di Viterbo. I problemi comunemente affrontati dal laboratorio di geobotanica del DAFNE includono: monitoraggio della vegetazione e indicatori ecologici; classificazione e mappatura della vegetazione; identificazione, mappatura e valutazione dei tipi di Habitat nell'ambito della direttiva 92/43/ CEE; conservazione ex situ di specie in lista rossa, in particolare orchidee e felci.

All'interno di SAMFIX, UNITUS-DIBAF e DAFNE collaboreranno allo sviluppo del protocollo di trappolaggio; forniranno supporto scientifico e immagini per la piattaforma X; svilupperanno e offriranno programmi di formazione per gli stakeholder. DIBAF preparerà, con il supporto di INRA-BIOGECO, protocolli per il rilevamento, l'identificazione e la valutazione della patogenicità dei funghi alieni associati a Xylosandrus compactus e X. crassiusculus; Entrambi supporteranno il Parco del Circeo nell'implementazione e gestione dei protocolli di prevenzione, allarme preventivo, eradicazione e contenimento e forniranno supporto alla formazione per il personale dei parchi laziali a cui verranno estesi i protocolli. Collaboreranno con l'INRA nell'analisi delle specie ospiti più idonee che si trovano in Europa e nell’analisi dei percorsi e modelli di espansione secondara; collaboreranno nella valutazione dell'effetto repellente e attrattivo delle esche. Il DIBAF coordinerà lo studio dei funghi patogeni associati in siti naturali e non naturali e la redazione di linee guida per supportare il Pest and Pathway Risk Analysis. Il DIBAF effettuerà nel parco del CIrceo i campionamenti e le relative analisi per contribuire alla definizione della comunità di xilofagi e di impollinatori e alla valutazione delle perdite di servizi ecosistemici. Valuterà inoltre a) i cambiamenti specifici nel sito indotti da Xylosandrus compactus e X. crassiusculus sui principali processi ecosistemici che forniscono i servizi su una scala più ampia e b) i cambiamenti specifici del sito indotti dalle attività del progetto su questi processi. Infine, i dipartimenti UNITUS si impegneranno in attività di comunicazione, disseminazione e networking e consegneranno un pacchetto educativo utile per le attività di citizen science